Redazione Troppi Debiti · 4 novembre 2026 · 3 min

Individua la voce che vuoi far verificare

In una visura puoi trovare un dato sbagliato oppure una voce che, letta da sola, non racconta tutto ciò che è necessario per capire il rapporto. La prima situazione può richiedere una rettifica; la seconda un’integrazione. L’articolo 16 del GDPR distingue i due diritti: consente di chiedere la correzione dei dati personali inesatti e il completamento di quelli incompleti, tenendo conto del motivo per cui quei dati vengono trattati.

Segna nella visura il gestore, il nome dell’ente che ha comunicato il dato, il riferimento del rapporto e la data a cui la voce si riferisce. Poi scrivi due frasi: cosa risulta oggi e cosa dovrebbe risultare secondo i tuoi documenti. Se non riesci a formulare la seconda, chiedi prima come si legge il campo o quale periodo descrive.

Rettifica: la voce riporta un’informazione inesatta

Immagina che nella visura la rata di aprile figuri pagata il 30 aprile, ma l’estratto rilasciato dall’ente attesti che l’importo è stato incassato il 12 aprile. Se i due documenti si riferiscono alla stessa rata e allo stesso tipo di data, puoi chiedere di verificare quella voce e correggerla. Una disposizione di bonifico, da sola, può invece mostrare quando hai disposto il pagamento e non quando il creditore lo ha ricevuto o imputato alla rata.

Per rendere la verifica più semplice, cita il campo e la data contestati, indica il valore corretto e allega il documento che lo sostiene. Se sospetti che il rapporto appartenga a un’altra persona, spiega quali elementi non coincidono e chiedi all’ente di verificare l’attribuzione.

Integrazione: manca un’informazione rilevante

Immagina che il SIC riporti correttamente l’apertura di una domanda di prestito, ma che la finanziaria ti abbia già confermato per iscritto che l’istruttoria si è chiusa con un rifiuto. Se l’ultimo aggiornamento è successivo alla decisione e la domanda figura ancora in corso, indica la data dell’esito e chiedi di completare la voce. Per le domande non accolte o ritirate, il Codice di condotta prevede che il finanziatore comunichi l’esito al gestore con l’aggiornamento mensile. L’esito va distinto dalla data in cui quel dato verrà eliminato.

L’articolo 16 prevede anche la possibilità di fornire una dichiarazione integrativa. Il criterio resta la pertinenza: descrivi l’informazione mancante e il suo legame con il rapporto. Una spiegazione delle difficoltà personali, per quanto comprensibili, non rende automaticamente inesatta una registrazione né dà diritto a inserire ogni dettaglio nella banca dati.

Invia una richiesta precisa e controlla il riscontro

Puoi rivolgerti all’ente che ha comunicato il dato oppure al gestore del SIC, usando i recapiti ufficiali. Se chiedi la verifica al gestore, può essere necessario il confronto con l’ente. Chiedi che il riscontro chiarisca quale voce è stata verificata, se è cambiata e per quale motivo. Se ottieni la correzione o l’integrazione, puoi anche chiedere a quali destinatari è stata comunicata, nei limiti previsti dall’articolo 19 del GDPR.

La scelta del nome conta meno della precisione con cui descrivi il problema. Se la voce è insieme inesatta e incompleta, separa i due punti. Se invece vuoi eliminare un dato che ritieni conservato oltre il termine, chiarisci che la tua domanda riguarda la conservazione e indica le date su cui basi la verifica.

  • Identifica una riga o un campo per volta.
  • Indica il valore corretto o il fatto mancante e la relativa data.
  • Allega soltanto i documenti utili alla verifica e conserva la prova d’invio.

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Fonti e approfondimenti ufficiali

Fonti consultate per questa guida. Aggiornamento editoriale: 4 novembre 2026.

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