Redazione Troppi Debiti · 4 novembre 2026 · 3 min

Isola il dato che vuoi far verificare

Se nel prospetto della Centrale dei Rischi trovi un importo inatteso o un rapporto che non riconosci, individua prima il soggetto segnalante, la data di riferimento e la voce esatta. Annota anche la sezione: un finanziamento, una garanzia e una richiesta di informazioni descrivono cose diverse. Il prospetto può raggruppare più rapporti dello stesso intermediario nella medesima categoria. Quando non riesci a riconciliare la riga con i documenti, puoi chiedere alla banca quali rapporti compongono l’importo prima di concludere che ci sia un errore. Se hai soltanto un prospetto vecchio, puoi accedere gratuitamente ai tuoi dati tramite il portale ufficiale della Banca d’Italia.

Distingui un dato sbagliato da uno storico corretto

Un importo che appartiene a un altro cliente, una classificazione che ritieni inesatta o una posizione riportata anche nel mese successivo alla sua effettiva chiusura sono esempi di problemi da circostanziare. Un debito pagato può invece risultare nelle rilevazioni relative ai mesi in cui esisteva ancora. L’estinzione non elimina le segnalazioni pregresse corrette. Confronta sempre il prospetto con il documento riferito allo stesso mese: quietanza, estratto, accordo firmato, conferma di estinzione o comunicazione relativa alla garanzia. Se la situazione riguarda una rettifica già dichiarata, controlla anche la data di elaborazione del prospetto.

Scrivi a chi ha trasmesso la segnalazione

L’intermediario è responsabile della correttezza delle informazioni che invia. Inoltra la richiesta scritta all’Ufficio Reclami dell’intermediario indicato nel prospetto. Specifica i mesi, la categoria, l’importo e il motivo della contestazione. Puoi chiedere una verifica motivata e, se viene confermato l’errore, la rettifica delle rilevazioni interessate. Allega le sole pagine utili e conserva testo, allegati e prova di consegna. Per esempio: se la liberatoria indica che il debito era già estinto il 18 aprile, chiarisci se contesti la voce del 30 aprile oppure un mese successivo, e richiama la data e il riferimento della liberatoria.

Controlla il riscontro e le rilevazioni interessate

L’intermediario deve rispondere al reclamo entro 60 giorni. Se conferma di aver corretto il dato, chiedi a quali mesi e voci si riferisce la correzione. Acquisisci un nuovo prospetto riferito agli stessi mesi e confronta data di elaborazione, sezione e importi. La guida alla lettura della Banca d’Italia mostra che le informazioni rettificate possono comparire separate dalla situazione corrente. Le colonne “Da” e “A”, quando presenti in quella sezione, indicano il periodo durante il quale l’informazione precedente è rimasta nell’archivio.

Se non trovi più la riga nella situazione corrente ma la vedi tra i dati precedenti, conserva il nuovo prospetto insieme alla risposta: quei documenti spiegano che cosa è cambiato e quando.

Se il problema resta aperto

La Banca d’Italia non modifica di propria iniziativa le segnalazioni ricevute. Se riceve un esposto, può chiedere al segnalante di verificarle e di correggerle quando risultano errate. Se la risposta al reclamo manca o non affronta la contestazione, puoi verificare anche le condizioni per un ricorso all’ABF. Prima di scegliere il canale, riassumi l’oggetto in una frase verificabile: quale dato, per quale mese e perché ritieni che debba essere corretto.

Dal contenuto al tuo prossimo passo

Puoi proseguire con assistenza sulla centrale dei rischi, consultare i costi e le modalità dell’assistenza oppure esplorare le guide su segnalazioni creditizie.

Fonti e approfondimenti ufficiali

Fonti consultate per questa guida. Aggiornamento editoriale: 4 novembre 2026.

Questa guida offre informazioni generali. Per decisioni sul tuo caso servono i documenti e, quando previsto, la valutazione di un professionista abilitato. Esiti e tempi dipendono anche dai soggetti competenti. Il nostro metodo editoriale